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mercoledì 10 settembre 2008

Come azionare i rubinetti nei locali pubblici


Lavarsi le mani in un locale pubblico può essere motivo di imbarazzo se non si conosce il meccanismo di attivazione appropriato. Ci scrive a tal proposito il signor R. Bradbury di Monteriggioni (SI), più volte ingannato dai rubinetti dei ristoranti, per sapere se è possibile non apparire sciocchi e maldestri di fronte agli altri avventori mentre si cerca di utilizzare il lavabo. Fortunatamente l'etologia e l'ergonomia ci vengono incontro per risolvere questo fastidioso problema.


Boulders e Zanotto, in "Attivazione meccanica dei flussi d'acqua", individuano 5 modalità principali di funzionamento dei rubinetti: La lunga leva (Long Lever), il pomo rotante (sic), il pedale (Pedal), la cellula a infrarossi (Touchless System) e il pulsante (Timed Button). Secondo il già citato Ferzelli è altamente improbabile che due o più di questi sistemi funzionino contemporaneamente. La percentuale è, a sua detta, intorno al 1,76%.
Diverse scuole di pensiero cercano di affrontare il problema dell'attivazione sicura del flusso d'acqua ma l'unica che ha ottenuto risultati concreti e misurabili è la scuola olistica. La scuola olistica risolve la questione attraverso un'unica azione complessa, detta "Manovra di Hans-Berling". Per praticare la suddetta manovra è necessario effettuare un movimento che coinvolge i quattro arti.

Manovra di Hans-Berling
- Piede sinistro: è il piede di appoggio, saldamente posizionato sul pavimento
- Piede destro: pigia ripetutamente la porzione di pavimento sottostante il lavabo, in cerca del pedale
- Mano sinistra: si muove sinuosamente presso il rubinetto nel tentativo di azionare la fotocellula
- Mano destra: solleva e poi preme la parte superiore del rubinetto mentre la ruota in senso antiorario

Da notare il triplice movimento della mano destra che tenta al contempo di azionare una lunga leva, il pulsante e il pomo rotante. Secondo Boulders è necessaria una pratica di circa sei mesi per effettuare correttamente la manovra.

martedì 9 settembre 2008

Come attraversare indenni le porte automatiche dei negozi di calzature e non


A seguito di spiacevoli inconvenienti che mi hanno fatto anche ridere, la signora Annamaria Bertoffi (48) da Codroipo (UD), ci ha scritto per sapere se esiste un metodo sicuro ed infallibile per entrare nei negozi di calzature con porte automatiche senza che queste si chiudano improvvisamente. Questo è un problema da non sottovalutare, e che possiamo estendere anche alle porte delle mercerie, dei supermercati e dei passaggi tra i vagoni nei treni di ultimissima generazione.


Secondo McBullington la possibilità che una porta automatica si chiuda al passaggio del cliente è in media di poco inferiore al 9%, cifra che già desta non pochi timori, ma che può salire sino al 14% se si analizzano esclusivamente negozi di calzature. L'autore scozzese, pur non individuando strettamente le cause di fallimento, ritiene impeccabile un ingresso a passo deciso e largo, lasciando almeno 25cm di distanza tra i due piedi, senza chinare il capo, con le braccia protese in avanti e le mani aperte. Di tutt'altro parere invece è Ferzelli, ricercatore già famoso nell'ambiente per il suo saggio "Rubinetti nelle stazioni di servizio". Secondo il Ferzelli, per un passaggio sicuro tra le porte automatiche non c'è nulla di meglio che un passo laterale a ginocchia lievemente piegate, metodo senza dubbio acuto ma scarsamente applicabile nel caso il cliente soffra di fastidi alle articolazioni delle ginocchia. Infine non possiamo non segnalare gli studi di Marçeau-Briandt secondo cui il metodo migliore per passare indenni da porte automatiche è quello di aspettare un altro cliente ed entrare vicinissimo a questi, ma senza che l'altro se ne accorga.